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Percorso semplicissimo sulle piccole Dolomiti
Comincio a parlare di montagna con qualcosa alla portata di tutti: un percorso adatto alle famiglie, con poco dislivello, per il quale non è necessaria una particolare preparazione fisica. Altri aspetti non trascurabili sono i sentieri ampi e ben curati, una segnaletica molto chiara e frequenti indicazioni. Tutte cose rassicuranti per chi non è avvezzo alla consultazione di cartine classiche come la sottoscritta, tenendo in considerazione il fatto che in mezzo alle montagne Santo Google Maps ti può abbandonare da un momento all’ altro senza preavviso 😉

Si parte da Recoaro 1.000, dove si trova un ampio parcheggio gratuito, il che, per cominciare, non guasta. Il Sentiero degli Alberi ti accompagnerà alla scoperta di autentici monumenti naturali, come El Linte delle Montagnole.

Il Grande Albero sopra raffigurato è un possente tiglio plurisecolare alto 25 metri, testimonianza delle antiche tradizioni germaniche di queste terre. La storia narra che sotto di esso si svolgessero riunioni ed assemblee, fosse esercitata la giustizia e venissero celebrate le feste paesane.

Proseguendo incontrerai altri frondosi amici come El Fagaro, un faggio dalle dimensioni di tutto rispetto, che vanta a sua volta qualche centinaio di anni di vita.

Ad ogni curva si stagliano all’ orizzonte nuovi panorami mozzafiato, le rocce dolomitiche sempre ben in vista. Con buona probabilità, passerai letteralmente in mezzo a greggi di mucche talmente mansuete da lasciarsi accarezzare.

Come premio per aver portato a termine il percorso di andata, si arriva in località La Gazza. Presso il rifugio (aperto tutto l’ anno) potrai sostare e rifocillarti prima di riprendere il cammino.

Io, per non sbagliare, sono tornata semplicemente sui miei passi, ripercorrendo lo stesso itinerario a ritroso. Il viaggio di ritorno, complice il fatto che si fanno meno soste per orientarsi e per scattare foto, spesso risulta più veloce. Nel mio caso è stato così, forse mi ha aiutata anche il grappino gentilmente offerto dai gestori del rifugio, che mi ha dato una marcia in più per affrontare la seconda parte della passeggiata 😀

Riepilogo delle caratteristiche del percorso

Durata totale, comprensiva della sosta per il pranzo: 6 ore circa, di cui 2 ore e mezza per l’ andata e 2 ore e 10″ per il ritorno. Dislivello altimetrico, quindi sulla carta, pari a 265 metri, effettivo stimato 400 metri.

Come dichiarato in incipit, un sentiero davvero semplice e lineare, percorribile anche a mezzo mountain bike oppure a cavallo. Quando sono andata io era inizio Settembre, ho trovato un clima eccezionale e avrò incrociato – esagerando – una dozzina di persone nell’ arco della mezza giornata.

La mia conclusione: forse le piccole Dolomiti sono sottovalutate, provare per credere!

Vuoi la mia consulenza per organizzare la tua vacanza in montagna? Allora contattami!
(Ebbene sì, non mi occupo solo di acque cristalline 😉 )

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Viaggiatrice per passione

Comments:

  • Claudio Martinolli

    18 Ottobre 2020

    Sto aspettando che il tempo si assesti e, magari con l’estate di San Martino a novembre, fare un bel giro a tema “foliage”, ovvero un’escursione fotografica per immortalare i colori dell’autunno. Penso sia il posto giusto e con un bello sfondo dolomitico. Per chi ha le dolomiti nel cuore, grandi o piccole non conta! Claudio

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  • Gianluca

    18 Ottobre 2020

    Concordo pienamente :
    la Montagna in Veneto viene associata a poche località ereditate dagli anni ’70-’80 .
    La realtà è che siamo pieni (parlo da Veneto!) di posti meravigliosi in montagna, immotivatamente poco frequentati.
    Senza aver nulla da invidiare ai vicini del Trentino, che ha avuto un marketing migliore sicuramente.
    Grazie Antonia per farci (ri)scoprire il nostro territorio.

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