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Consigli

Questa pagina tratta diversi argomenti che gravitano attorno al mondo dei viaggi. Cercherò di sfatare qualche falso mito e rispondere nella maniera più esauriente possibile ad alcune delle domande più frequenti che mi vengono poste dai non addetti ai lavori.

Estate 2021: le garanzie del viaggio organizzato

Uno dei principali elementi che rivestirà primaria importanza per il viaggiatore del 2021 è la ricerca di garanzie e sicurezza.

Nel passato recente, sono state divulgate numerose storie di cittadini italiani in viaggio all’ estero impossibilitati a rientrare in patria. Talvolta si sono attivate le agenzie di viaggi per tirare fuori dall’ impiccio turisti “fai-da-te” che non riuscivano a cavarsela da soli.

Da questo punto di vista, è auspicabile che possa essersi consolidata l’ idea che le garanzie offerte da un organizzatore professionista costituiscono un valore aggiunto non trascurabile.

Il sistema del turismo organizzato, anche in un momento di forte crisi, ha evidenziato i suoi punti di forza.

Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione è la maggiore attenzione che verrà posta dal cliente alla sicurezza della propria vacanza.

L’ osservanza delle norme igieniche sta diventando un requisito sempre più importante per un viaggio. Le garanzie offerte dal turismo organizzato, in questo senso, costituiscono un’ ulteriore arma in più.

Si sta facendo strada anche una ritrovata voglia di partire senza pensieri, affidando le proprie meritate vacanze a qualcuno che se ne occuperà al meglio, prevedendo tutti i dettagli e le variabili. Così al viaggiatore non resterà che preparare le valigie, senza curarsi di altro.

E se poi non si può partire perché viene bloccato tutto?

Per chi si prepara alla peggiore delle ipotesi: prima di tutto occorre precisare che i tour operator hanno sempre riprotetto i clienti per i viaggi non fruiti per cause di forza maggiore.

A questo va aggiunto un dato in più: ad oggi, gli stessi organizzatori stanno proponendo pacchetti con annullamento gratuito (fino a pochi giorni prima della partenza, anche senza motivazioni) in particolare per prenotazioni confermate con ampio margine di anticipo.

Le aziende del turismo stanno pagando un prezzo altissimo a causa del protrarsi dell’ emergenza sanitaria. Ma rimane viva la speranza che una nuova prospettiva e differenti abitudini di consumo diano un concreto aiuto a ripartire.

Conviene davvero prenotare da soli la propria vacanza?

Il mantra del turista che si prenota da solo le vacanze è: “più gente deve guadagnare sul mio viaggio, più sperpererò denaro per remunerare tutti gli attori della filiera”.

Che tradotto in termini più terra terra diventa: “faccio da solo che spendo meno”. Chi non ci ha mai pensato alzi la mano.

Come tutte le semplificazioni, anche questa ha dei punti deboli che si possono confutare.

Posto che vogliamo intendere la convenienza come un mero fattore economico e ridurre tutto a questo aspetto, anche dal punto di vista del risparmio, non è sempre detto che l’ agente di viaggi ti costi di più.

Ovvio che se compri un volo low cost a 29,00 Euro, magari senza bagaglio in stiva e senza assicurazioni, facendoti poi ospitare a destino da un conoscente, allora sono io la prima a dire che non c’ è competizione.

Tralasciando i casi estremi, ci sono destinazioni per le quali si trova un vantaggio economico nel rivolgersi ad un professionista.

Ebbene sì, l’ ho detto, ma non mi sono inventata niente. Il compianto Giorgio Castoldi insegna:

“non necessariamente i canali più lunghi fanno sì che il prezzo al cliente sia più alto. Spesso è vero il contrario, perché gli intermediari che hanno un forte potere contrattuale riescono a spuntare dai produttori dei beni e dei servizi prezzi molto inferiori rispetto a quelli che verrebbero applicati ai consumatori diretti, riuscendo quindi ad applicare prezzi più bassi anche agli acquirenti finali”.1

Non dimentichiamo che le cosiddette OTA (Online Travel Agency), come Booking, Expedia & C., sono anch’ esse agenzie di viaggio online. Che in quanto agenzie, appunto, percepiscono una provvigione.

Allo stesso modo, se acquisti un pacchetto viaggio completo tramite il portale di una OTA, stai facendo dynamic packaging, ma pur sempre tramite un’ agenzia. Semplicemente non di tipo tradizionale o “su strada” che dir si voglia, bensì operante sul web.

Quindi una provvigione verrà comunque riconosciuta a qualcuno, a meno che non ti rivolgi al fornitore dei singoli servizi.

Vediamo il caso in cui si chiede il preventivo direttamente all’ albergatore. Questi mai e poi mai ti farà il prezzo che applica ad un tour operator che gli vende -ipotizziamo- il 50% delle camere. Semplicemente terrà l’ equivalente di quello che avrebbe corrisposto in provvigioni per sé. Oppure, se vuole attuare una strategia diversa, starà un pochino più basso, assicurandosi un maggiore guadagno su quella singola vendita. Sempre che possa farlo alla luce del sole, dato che molti portali esigono la parity rate2. E fermo restando che potrebbe anche dirti di non avere posto, perché sta facendo nesting3.

A questo punto, una domanda che potrebbe sorgere spontanea è: “chi glielo fa fare all’ albergatore di rivolgersi a OTA, tour operator e agenzie?” In primis per una questione di visibilità, e poi per avere maggiori possibilità di riempire la struttura, anche in bassa stagione. Avere il primo posto sui risultati dei motori di ricerca, ha un prezzo. Come figurare sui cataloghi di agenzie con centinaia di punti vendita che potenzialmente potrebbero proporti ai propri clienti.

Cosa fanno quindi i grandi network di agenzie per essere competitivi? In base al loro sopra citato potere contrattuale, che scaturisce dal volume di affari che muovono annualmente, riescono ad ottenere delle commissioni più consistenti dai tour operator e in qualche caso anche tariffe nette preferenziali. Queste condizioni di favore si traducono in parte in prezzi più vantaggiosi all’ utente finale e in parte vanno a coprire il guadagno dell’ agente. Il quale, se avveduto, manterrà un margine congruo per non andare fuori mercato e concludere la vendita restando possibilmente sotto la tariffa da catalogo.

E come fanno i tour operator ad applicare prezzi più favorevoli? Pre-acquistano degli allotment, cioè dei contingenti di camere. Che abbinano a dei posti volo su aerei di proprietà o noleggiati dai tour operator stessi (i cosiddetti charter).

Il privato può accedere ai voli offerti dalle compagnie low cost e abbinare un bell’ albergo o appartamento trovato su un portale di viaggi (che si prende in media un 18% di provvigione). Chi non l’ ha fatto?

Ammesso e non concesso che la tariffa stracciata sia per la località dove desideri andare, può anche essere che, se sei costretto a viaggiare in alta stagione, i prezzi schizzino alle stelle e non ci sia più grande convenienza quando il biglietto inizia a costarti qualche centinaio di Euro a persona.

E poi dovrai occuparti anche del transfer a destino, che nei pacchetti enclave4 invece è sempre dovuto, (così come il bagaglio in stiva, ci tengo a precisare).

Per spendere poco sei disposto ad orari dei voli impossibili? Ok, preparati a trovare autonoleggi chiusi, mezzi pubblici fermi (non circolano di notte), prenditi un taxi ed ecco che 100,00 Euro se ne sono andati come se niente fosse. Viene così con leggerezza eroso il risparmio per aver scelto una sistemazione mediocre, scomoda a tutto e un volo che ti ha fatto passare la notte in bianco.

In definitiva, ci sono destinazioni cosiddette charterizzate, dove il potere dei tour operator è tale per cui anche il più sgamato dei “fai da te” non troverà a meno del più scarso degli agenti. Naturalmente le offerte vanno sempre comparate a parità di servizi.

Non dimentichiamo poi che il pacchetto tutto compreso prodotto da tour operator o agenzia offre delle tutele superiori al consumatore, rispetto a chi si affida al fai da te. Alludo ad esempio all’ obbligatorietà di inserire almeno un’ assicurazione medico-bagaglio, di essere coperti da RC per far fronte all’ infausta ipotesi di fallimento del fornitore e non ultimo la responsabilità di dare sempre informazioni corrette e complete, scegliere fornitori affidabili e vigilare sull’ esecuzione dei servizi da parte di chi li eroga.

*           *           *

  1. Cfr: Castoldi G., Manuale di Tecnica Turistica e Amministrativa, Hoepli, 2014.
  2. Condizione per cui il fornitore si impegna a non pubblicare prezzi al pubblico inferiori rispetto a quelli pubblicati dal portale con cui sottoscrive un contratto.
  3. Termine usato per designare la strategia di chi rinuncia a prenotazioni immediate confidando in richieste successive che consentiranno maggiori guadagni, condizioni più favorevoli, elevata fidelizzazione (soggiorni più lunghi, gruppi, clienti più redditizi o abituali o corporate ecc.).
  4. Classico pacchetto tutto compreso comprendente volo + sistemazione + trasferimenti da e per la struttura.

Facciamo chiarezza: qualche definizione

Che cos’è un’opzione?

Trattasi di un blocco posti (volo o letto) temporaneo, la cui durata può andare dalle 12 alle 48 ore, la variabilità è dovuta principalmente al tipo di volato, se di linea o charter. Non è impegnativa per il cliente ed è sempre a titolo gratuito. Può essere presa anche su un pacchetto viaggio completo.

A cosa serve?

Premesso che le tariffe sono sempre molto dinamiche (chi ha monitorato i prezzi di un volo low cost prima di procedere ad acquistarlo se ne sarà fatto un’ idea), con l’ opzione si assicura al cliente la disponibilità certa dei posti al prezzo rilevato in un dato momento. Questo dà il tempo al cliente di versare l’ acconto (o il saldo se sotto data) necessario per completare la prenotazione, senza “subire” variazioni tariffarie, evitando anche all’ agenzia intermediaria o al tour operator di dover richiedere sgradite integrazioni pecuniarie.

Quali informazioni occorrono

Per prendere un’ opzione sui pacchetti con volo charter potrebbe non servire alcun dato anagrafico. Se invece parliamo di servizi che includono voli di linea, occorrono nomi e cognomi di tutti i partecipanti e, in caso siano presenti minori, le date di nascita di questi ultimi.

Ma se i prezzi sono così dinamici, che validità hanno i preventivi?

Le quotazioni sono sempre valide nel momento in cui i prezzi sono stati rilevati. Se non hai comunicato all’ intermediario i tuoi dati o manifestato esplicito interesse per confermare un pacchetto, con tutta probabilità non è nemmeno stato effettuato un blocco posti. Quindi non stupirti se rimani a rimuginare su un’ offerta per due mesi e quando vorrai andarla a confermare ti sentirai rispondere che il prezzo formulato illo tempore non è più valido. A volte basta mezza giornata per assistere a variazioni di prezzo, anche significative. Nessuno vuole fregarti, due mesi nel turismo equivalgono a ere geologiche!

La richiesta impegnativa

Questa sconosciuta. Pochi sanno cosa sia di preciso, ma è un concetto abbastanza importante da capire. Quando il fornitore a cui ci stiamo rivolgendo ha esaurito o gli rimangono pochissimi posti, questi vanno on request.

Ma cosa cambia per il cliente? In sostanza non c’ è la certezza della disponibilità, che verrà confermata solo a prenotazione avvenuta. Si procede dunque come da prassi standard ed entro un paio di giorni arriva la risposta dal tour operator. Se positiva, la prenotazione viene automaticamente confermata. Diversamente, si riparte daccapo, il cliente può scegliere se impiegare il suo “credito” per un diverso prodotto oppure farsi rendere quanto versato.

Quando vale la pena e quando no

Nei periodi di alta stagione, la richiesta impegnativa si incontra piuttosto di frequente. Se c’ è ancora un discreto margine di tempo prima della vacanza, si può tentare la richiesta più a cuor leggero: si potranno vagliare altre possibilità in caso di esito negativo. Quando invece iniziamo ad essere troppo sotto data e il cliente ha le ferie solo in quel periodo senza flessibilità, si rischia di non trovare un’ alternativa pari prezzo entro la data di partenza e di dover ripiegare su qualcosa di diverso o più costoso. Comunque vada, il cliente non ci rimette. Si lavora un po’ più sotto pressione, questo è indubbio.

Il last minute è una leggenda metropolitana

Soprattutto in alta stagione

Troppe persone aspettano e sperano di trovare l’ occasione d’ oro in un fantomatico last minute, ma solo in pochi la troveranno davvero.

Perché?

Le offerte realmente vantaggiose dell’ ultimo minuto ci saranno, certo. Ma quanti staranno lì ad attenderle? Molti più di quelli che faranno davvero un buon affare.

Facciamo i conti con la realtà!

All’ avvicinarsi della data fatidica, i voli charter si riempiono e quelli di linea/low cost raggiungono prezzi stellari. L’ aumento di prezzo non è lineare, verissimo. Si basa sulle classi di volo rese disponibili alla vendita da parte delle compagnie aeree. Ma a noi non è dato sapere quale strategia di prezzo stanno applicando per riempire l’ aeromobile traendone il massimo profitto. Però una certezza l’ abbiamo: da un certo momento in poi, le tariffe cominciano a crescere inesorabilmente, senza più dare cenno di diminuire. Quindi se il prezzo è equo, meglio comprare subito piuttosto di sperare che scenda. Perché, se poi invece sale, ti verrà da mangiarti le mani per aver temporeggiato più del dovuto.

E se va tutto on request? Non avrai nessuna sicurezza dell’effettiva disponibilità di stanze e voli. Con il rischio di dover ripiegare su qualcosa di diverso da quello che volevi, di eccedere la spesa che ti eri prefissato o ancora peggio di non riuscire più a partire.

Allora i “last minute” lasciamoli alle persone che davvero sapranno all’ ultimo minuto quando avranno le ferie. Questo non perché vogliamo fare i buoni samaritani: la soluzione a tutto vantaggio di chi sa con ampio anticipo quando potrà andare in vacanza esiste!

Si chiama

Prenota Prima

Potrai così contare su:

–         maggiore scelta di destinazioni, sistemazioni, aeroporti di partenza.

–         La certezza di poter andare dove desideri, senza compromessi. Credi che i last minute “usciranno” per magia esattamente per il luogo dove vorresti andare tu? Proprio durante quella settimana secca di ferie che ti ritrovi, magari con partenza dall’ aeroporto più vicino a casa tua? Sì, sarebbe fantastico, anche se piuttosto inverosimile.

–         Disponibilità garantita, con la possibilità di prendere opzioni non impegnative e gratuite, che consentono di “blindare” la tariffa fino alla conclusione della prenotazione. In altissima stagione invece, quando andare in richiesta impegnativa diventa la regola, solo dopo aver mandato avanti la prenotazione saprai se c’ è davvero posto. A me personalmente la cosa mette una certa ansia.

–         Maxi sconti applicati dai Tour Operator (i migliori si trovano se superi i 90 giorni dalla partenza). Provare per credere.

–         Possibilità di pagamenti dilazionati, soprattutto se parliamo di viaggi importanti. Anche per quelli relativamente poco costosi, quando i tempi lo consentono, la prassi è di richiedere un acconto alla conferma e il saldo ad un mese dalla partenza.

Se non hai la certezza assoluta delle date, oppure sei un pessimista cronico e hai paura di fratturarti un osso due giorni prima dell’ agognata vacanza, puoi sempre stipulare un’ assicurazione annullamento, che in caso di imprevisti ti garantisca il rimborso delle penali.

In questo modo ti garantirai

la vacanza che desideri, al giusto prezzo, senza dover fare rinunce o subire inutili stress.

Potresti sempre incappare nel più furbo del villaggio, che ti racconta di aver speso meno di te, prenotando una settimana prima di partire. È successo a tutti almeno una volta nella vita di incontrarlo. Ammesso che sia vero, i motivi possono essere molteplici, ma se ritieni di aver fatto un buon affare, non rosicare pensando a chi ha trovato un quadrifoglio. Il colpo di fortuna non è la regola.

Articolo pubblicato su LinkedIn il 1/02/20, per vedere commenti ed interazioni clicca qui

Che cos’è un educational?

Gli educational sono viaggi di formazione organizzati dai tour operator esclusivamente per gli agenti di viaggio, che vengono invitati al preciso scopo di visionare le strutture ricettive e testare le escursioni da consigliare ai clienti che si recano in una certa destinazione.

L’importanza di questi viaggi è cruciale quando si sceglie su che cosa specializzarsi.

La mia esperienza

Per me, il soggiorno in Repubblica Dominicana è stato illuminante: una settimana intensa di studio e scambio continuo con colleghi preparati, oltre che simpatici. Un’esperienza che mi ha fatta crescere, dal punto di vista umano e professionale, e che consiglio a tutti coloro che intraprendono questo percorso lavorativo.

Toccare letteralmente con mano quello che andrai a proporre, entrare nelle stanze, cogliere appieno le differenze tra le varie sistemazioni proposte e ancora esplorare le aree comuni, mangiare il cibo che viene servito nei ristoranti dei villaggi. Tutto questo dà indubbiamente una prospettiva diversa, più completa e a tutto tondo, estremamente preziosa per il professionista.

Non è tutto oro quello che luccica

Questi viaggi sono la parte del lavoro per cui noi agenti veniamo più invidiati, ma è importante sottolineare che non si tratta di un semplice “farsi portare in giro”: c’è un programma ben preciso, fitto di impegni, con orari non sempre comodi da rispettare e penali da pagare se non ci si attiene alla tabella di marcia. Il che è giustissimo, altrimenti si rischierebbe l’anarchia più totale.

Adesso mi rivolgo a chi sta già sognando di cambiare lavoro per viaggiare in questo modo: le mezze giornate libere su una settimana in occasione del mio educational sono state due. Personalmente ho trovato le inspection dei villaggi divertenti, per cui la mia non è assolutamente una lamentela, che sia ben chiaro!

Il punto di vista che non avevo

Vedere le varie proposte al di fuori della carta patinata di un catalogo apre davvero gli occhi, perché l’obbiettivo di una fotocamera riprende quello che vuole il fotografo e allo stesso tempo tralascia eventuali aspetti meno affascinanti nei dintorni.

Ci sono località, ad esempio, che adesso non consiglierei, per convinzioni che ho maturato dopo esserci stata di persona. Perché mi hanno dato una sensazione che solo andandoci ho potuto percepire.

Parlare di luoghi che si conoscono dà indubbiamente una marcia in più, un potere persuasivo superiore e anche maggiori strumenti e conoscenze per consigliare al meglio chi invece deve andarci per la prima volta. Oppure per confrontarsi e trovare argomenti comuni di cui discutere con chi c’è già stato.

Credibilità, sicurezza, entusiasmo sono le sensazioni vincenti da trasmettere quando si parla con le persone.

Non vedo l’ora di partire per il prossimo!