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Riserva-dello-zingaro
Di una vacanza non si può programmare tutto, è impossibile.

Tante cose che vorremmo fare vengono sacrificate in favore di altre, impreviste. I cosiddetti fuori programma. A volte sono proprio quelli che ci rimangono più impressi.

In occasione del mio tour della Sicilia Occidentale, in compagnia della mia amica Mary, avevo pianificato le giornate per un’ ottimistica durata di 72 ore cadauna. La dura realtà mi ha ricordato che i giorni di ore ne hanno 24, delle quali alcune vanno trascorse riposando.

La Riserva Naturale Orientata dello Zingaro vanta un’ estensione pari a 1.600 ettari, con circa 50 Km di sentieri che si snodano al suo interno, di diverse difficoltà. Due ingressi: uno a sud, appena dopo Scopello e uno a nord, in prossimità di San Vito Lo Capo. Sette le spiagge che la rendono celebre, di cui alcune raggiungibili solo via mare.

Questa premessa dovrebbe bastare per rendere l’ idea di quanto sia vasta l’ area in questione. Forse, nei 6 giorni trascorsi in Sicilia, avremmo potuto vederla quasi tutta.

Invece ci siamo state mezza giornata e di spiagge ne abbiamo viste due, poiché stava calando il sole e bisognava rientrare.

La spiaggia non prevista

Il motivo per cui abbiamo posticipato l’ ingresso alla Riserva è stato, appunto, un fuori programma. Parcheggiando in centro a Scopello, pensavamo di raggiungere la riserva a piedi. Ma, dal paese, occorre proseguire sino alla fine della strada asfaltata per un paio di kilometri prima di trovare l’ ingresso al parco. Così, mentre passeggiavamo in prossimità del borgo, ci siamo imbattute in una persona del luogo. Senza che le chiedessimo nulla, si è premurata di dirci che gli accessi al mare erano liberi e non dovevamo farci intimorire da cancellli apparentemente chiusi e ingressi angusti. Poi, ha imboccato un passaggio strettissimo (da sola non l’ avrei mai visto!) e noi le siamo andate dietro.

Ed è stato così che abbiamo scoperto Baia Luce. Ignota ai più, non segnalata e incastonata tra la Tonnara e la Riserva, ci è piaciuta al punto che non abbiamo potuto lasciarla troppo in fretta. Meritava assolutamente una sosta.

Appena più a nord, c’ è Cala Mazzo di Sciacca, indubbiamente più vasta e frequentata. In fuga dal sole a picco, dopo un meritatissimo cannolo siciliano con granita di accompagnamento, eccoci pronte a raggiungere (per davvero questa volta) la meta della giornata.

Finalmente nella Riserva dello Zingaro

La prima spiaggia che si incontra, dopo i primi 20 minuti di passeggiata, può scatenare risate euforiche incontrollate. Almeno, a me la vista di Cala Capreria ha fatto questo effetto.

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Il percorso lungomare prosegue poi per Cala Disa, attualmente chiusa, e conduce a Cala Beretta. Man mano che si procede verso nord, si vedono chiaramente i segni lasciati da un grave incendio, scoppiato nel 2020, per cui ampi tratti di cammino sono stati chiusi per diversi mesi. Ora i sentieri sono percorribili, ma i segni del rogo rimangono ben visibili sulla vegetazione superstite.

La stupefacente forza della natura ci ha ricordato che, da una distesa di tronchi bruciacchiati, può ancora scaturire, imperterrita, la vita.

Bella la Sicilia, vero? Se vuoi saperne di più sulle tappe del mio tour, puoi guardare il mio Canale YouTube, dove troverai i video che ho girato.

Vuoi affidarti a me per la tua prossima vacanza, in questi luoghi o altrove? Contattami.

Perché con me parti, sereno e rilassato. Mi occupo di tutto io 😉

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Viaggiatrice per passione

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